Geotermia

Il rame è impiegato come materiale delle serpentine orizzontali degli impianti geotermici, che vengono posate a bassa profondità e servono a prelevare il calore dal terreno.
Il tubi sono collegati a speciali collettori di mandata e ritorno attraverso giunzioni a brasatura forte. Al loro interno scorre un fluido frigorigeno, destinato ai cicli di condensazione ed evaporazione.

La scelta del rame è dovuta alla sua elevatissima conduttività termica, alla sua resistenza meccanica e alle alte pressioni, alla affidabilità dei sistemi di giunzione. Il tubo impiegato per queste applicazioni viene rivestito con una sottile guaina di polietilene, che protegge dalla possibile aggressività del terreno, ma resta sufficientemente sottile da non compromettere lo scambio termico.

sofath_davide_001.jpgLe serpentine orizzontali sono posate ad un massimo di 2 metri di profondità, in genere 80-100 cm, e presentano un interasse di 40 cm. In genere, per riscaldare una abitazione da 100 m2 è necessario disporre di un terreno avente una superficie pari a 150-200 m2, ma con alcuni sistemi oggi in commercio è possibile utilizzare superfici minori (tipo 100-120  m2).


Una volta prelevata l’energia termica dal terreno, questa viene elevata ad una temperatura più alta attraverso una pompa di calore, e utilizzata per produrre acqua calda per il riscaldamento degli edifici o, semplicemente, come acqua calda.
Anche all’interno della pompa di calore c’è il rame: questo tipo d’impianto può funzionare con rese altrimenti irraggiungibili solo grazie all’elevatissima conduttività delle serpentine in rame presenti nel condensatore e nell’evaporatore.

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