Pannelli radianti

I pannelli radianti garantiscono un risparmio energetico e un comfort più elevati rispetto ai tradizionali radiatori (i comuni caloriferi), perché operano a basse temperature e hanno la possibilità di essere alimentati da collettori solari o da serpentine geotermiche.

Il rame è il materiale ideale per le tubazioni di questi impianti: infatti la massima efficienza per diffondere il calore si ottiene usando il materiale con la massima conduttività termica. Secondo la norma UNI EN 1264 che indica i criteri per calcolare il fabbisogno termico e dimensionare l’impianto, la conduttività termica è 390 W/(m*K) contro 0,35 del polietilene reticolato: cioè oltre mille volte superiore!
pavimento_e_parete_radiante_rame.jpgGrazie alla conducibilità, a parità di energia da fornire all’ambiente si può utilizzare una minore quantità di tubo: per questo motivo negli impianti a pavimento il passo dei tubi in rame è mantenuto intorno ai 20-25 cm, quindi notevolmente più ampio rispetto a quelli in plastica; inoltre il rame offre tubi con diametri e spessori ridotti, con conseguente minore occupazione della struttura edilizia. Vi è un risparmio economico anche in esercizio: meno metri di tubo significano meno perdite di carico, quindi minori consumi di energia elettrica per le pompe di circolazione.

prospetto_a13_uni_en_1264_rame.jpgIl rame non ha effetto memoria, quindi una volta piegato mantiene la forma: per questo non ha bisogno dei pannelli isolanti a “funghetti”, che oltretutto riducono lo scambio termico. inoltre non ha bisogno di costosi additivi e fluidificanti per il massetto e non ha problema di osmosi quindi non c’è pericolo che l’ossigeno possa entrare e attaccare caldaie, giranti di pompe o altre parti metalliche dell’impianto.

Dal punto di vista storico, il primo edificio italiano di una certa importanza ad avere un pavimento radiante, è stata la cattedrale di Lodi: nei primi anni '60 sono stati installati circuiti con oltre 5800 metri di tubo di rame, disposto a serpentino e a griglia e con giunzioni effettuate con brasatura forte.

Il pavimento radiante in moduli

radiante_moduli_rame.jpgLa natura metallica del rame implica  un maggiore impegno per la sua posa, dal momento che lo srotolamento delle matasse richiede tempo, come sanno bene gli installatori.

Questa difficoltà, che spiega la scarsa diffusione del rame, è superata recentemente dalla comparsa sul mercato di un sistema di moduli per pavimento già pre-piegati, che riducono notevolmente i tempi di installazione. Ricordiamo che tali moduli possono essere forniti con differenti altezze e larghezze, dai 225x200 cm ai 175x100 cm; pertanto si riescono ad adattare bene alla superficie del locale da riscaldare. Sono tutti piegati a serpentina, come quelli a parete, conosciuti e diffusi da molto più tempo.

Le giunzioni tra i vari moduli vengo effettuate attraverso la brasatuta, ma il tempo impiegato per eseguire le brasature è minore rispetto a quello che ci vuole per srotolare il tubo e piegarlo a serpentina o a chiocciola.

Riscaldamento radiante a parete

 wl_3.jpgNel riscaldamento a parete (caratterizzato da un inerzia termica minore e da un benessere maggiore) il tubo di rame esistono i moduli con tubo di rame pre-assemblati: si tratta di serpentine di differenti larghezze e lunghezze già pre-piegate in fabbrica, che vengono “appese” a supporti fissati sul muro o sull’isolante e collegate ai tubi collettori. L’installatore ha il vantaggio di una installazione di gran lunga più facile e veloce. Il serpentino è portante per l’intonaco e si può perfino fare a meno dei pannelli in sughero o polistirolo se la parete ha una trasmittanza ridotta; sopra la rete porta-intonaco in fibra di vetro o in tessuti naturali, viene steso a vista l’intonaco finale.

I pannelli radianti a pavimento o a parete possono anche essere usati per il raffrescamento, con le opportune precauzioni per evitare il fenomeno delle condense.

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