Raccordi a compressione

La caratteristica più importante dei raccordi meccanici a compressione risiede nella possibilità di poter montare e smontare le giunzioni. La tenuta idraulica e la resistenza meccanica sono affidate al serraggio dei componenti e alla presenza di guarnizioni.

Questi raccordi sono definiti dalla norma UNI EN 1254-2 e si dividono in due categorie:

  • tipo A, se non è richiesta alcuna preparazione della parte terminale del tubo
  • tipo B, se è necessaria una formatura del tubo (es. cartellatura)

 

Raccordi a compressione con bicono

L’elemento di tenuta è un anello di ottone o di rame (bicono) infilato sul il tubo tra il dado e il corpo del raccordo stesso. Il serraggio fa si che si generi una forza parallela all’asse del tubo (che garantisce tenuta idraulica) e una perpendicolare ( che blocca il tubo, impedendone lo sfilamento). Essendo l’anello fatto di metallo, non sussistono problemi di invecchiamento, garantendo prestazioni inalterate nel tempo.

L’anello può essere costituito anche di materiale sintetico, la cui qualità determina una maggiore o minore affidabilità di questi raccordi; in generale si usa il PTFE (teflon), compatibile con un gran numero di fluidi. Il vantaggio di questi ultimi raccordi è che durante la strizione il materiale sintetico “riempie” meglio lo spazio, sopperendo ad eventuali imprecisioni di montaggio dell’installatore.

Le condizioni di esercizio (temperatura e pressione) per raccordi a bicono e a colletto conico sono riportate nella norma UNI EN 1254-2, prospetto 5.

Raccordi a compressione con colletto conico

La tenuta è garantita  dall’accoppiamento di due superfici conoidali per mezzo della forza prodotta dal serraggio su una madrevite

Raccordi a compressione con guarnizione

La tenuta idraulica  è affidata ad un o-ring in materiale sintetico, compresso nel serraggio tra dado e corpo del raccordo; si inserisce anche un anello spezzato come elemento contro lo sfilamento del tubo ed una rondella. In tale modo si ottiene un’ottima giunzione, senza deformazione permanente del tubo o dei componenti del raccordo, il quale è riutilizzabile e permette eventuali interventi sull’installazione. Bisogna prestare molta attenzione alla compatibilità del materiale sintetico con il fluido trasportato e la temperatura di esercizio.

Raccordi con cartellatura

A volte è necessaria una formatura particolare del tratto terminale del tubo. Esistono sul mercato numerosi strumenti espansori che deformano il tubo producendo il cosiddetto colletto  facilmente e velocemente. La tenuta è garantita dalla compressione del tubo stesso contro il raccordo. I raccordi con cartellatura, come tutti quelli di tipo B, sono permessi solo su tubi ricotti o semiduri.

Raccordi a compressione con flangia

In genere i tubi di rame, avendo diametri piuttosto modesti, non richiedono giunzioni per mezzo di flangia. A volte sono necessari per i collegamenti a pompe, serbatoi e quando occorre facilitare montaggio e smontaggio.

Le flange possono essere circolari, ovali, quadrate (applicazioni navali), Quelle circolari, che sono le più comuni hanno un numero di fori pari a quattro o un suo multiplo. I tubi e le flange sono dimensionati in funzione  della pressione nominale.

I raccordi a compressione con flangia sono citati nella norma UNI EN 1254-2

Raccordi misti

Sono raccordi dotati di terminali a capillare  e filettati.

Sono trattati dalla norma UNI EN 1254-4. Sono utili negli accoppiamenti tra una tubazione di rame e una di acciaio, in quanto si utilizza la parte filettata; oppure negli allacciamenti degli apparecchi sanitari per i quali esistono specifici raccordi muniti di staffe per il loro fissaggio alle pareti.

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Questo video (titolo originale: ABC du tube cuivre) è stato preparato da CopperBenelux e mostra le lavorazioni e le giunzioni del tubo di rame impiegato nell'impiantistica idrosanitaria