Quali sono le differenze tra le varie tipologie di impianti di riscaldamento tradizionali? 

Per l'impianto di riscaldamento di tipo civile possiamo distinguere tre tipi di configurazioni per i corpi riscaldanti tradizionali, come i comuni caloriferi:

  • configurazioni ad anello,
  • a collettori,
  • a colonne montanti. 

La prima collega in serie i radiatori di una stanza o di un appartamento: è la configurazione che a parità di corpi scaldanti ha il minore percorso delle tubazioni. 
La seconda prevede che ogni radiatore abbia la mandata e il ritorno allacciate direttamente al collettore: in tal modo si riduce il diametro delle tubazioni. 
La terza, ormai abbandonata, è caratterizzata da colonne che alimentano uno o più corpi scaldanti per piano. 

Qualunque sia la distribuzione, il rame è il materiale più indicato per la tubazione: non rammollisce alla alte temperature, ha una bassa dilatazione termica, può essere giuntato in numerosi modi ed è facilmente piegabile dall'installatore. 
Inoltre il rame può essere usato sia all'interno che all'esterno della struttura muraria: in questo caso si usano tubi in verghe, che uniscono alla linearità anche i pregi estetici di questo metallo. 

Quali tipi di raccordi posso usare per il gas?

Secondo la UNI 7129-1 per il tubo di rame sono permessi tre tipi di raccordi: brasatura dolce e forte, meccanici a compressione e misti, purché conformi alle UNI EN 1254 di riferimento.
Non si possono di fare giunzioni dirette tra tubi senza l’uso dei raccordi, come per esempio bicchierature o derivazioni a T.


La norma ovviamente scende nel dettaglio delle singole installazioni (tubazioni a vista, interrate, sottotraccia, ecc...) e specifica alcune condizioni per l’uso dei raccordi: per esempio nei locali a rischio incendio si può utilizzare solo la saldatura o la brasatura forte (punto 4.4.1.4); in locali non aerati o non aerabili non si possono installare giunzioni meccaniche o filettate (p. 4.4.2.9); queste, quando posate sottotraccia, devono essere inserite in scatole ispezionabili (p. 4.5.5.8); in caso di posa interrata le giunzioni meccaniche e filettate devono essere inserite in un pozzetto ispezionabile (p. 4.5.1.3.8).
Si possono usare anche i raccordi a pressare, la cui installazione è trattata dalla UNI TS 11147: vengono osservate le stesse condizioni dell’installazione delle giunzioni meccaniche. Con i raccordi a pressare, bisogna usare quelli di classe 2, secondo la norma UNI 11065.

Quali sono i vantaggi del tubo di rame nel trasporto dell'acqua potabile?

Il rame è un materiale igienico che non rilascia prodotti nocivi alla salute. Inoltre ha una proprietà unica nei materiali utilizzati nell’idrosanitaria: combatte la proliferazione dei batteri, come la legionella. 

La composizione del rame rientra -secondo il DM 174 del 2004- nella lista positiva dei materiali che possono andare a contatto con l'acqua potabile, senza bisogno di essere sottoposto a prove di migrazione specifica e globale: sai con certezza che il rame va bene.


Il rame resiste alle alte pressioni (quindi è una garanzia contro eventuali colpi d’ariete); resiste alle alte temperature (non rammollisce) e a quelle basse (non infragilisce), è impermeabile ai gas; ha un basso coefficiente di dilatazione termica, non invecchia se esposto alla luce ed è inattaccabile dai roditori (problema spesso trascurato, ma non infrequente nelle campagne). 
Gli installatori lo apprezzano anche per la facile piegabilità, per l’assenza di effetto memoria e per la capacità di essere giuntato in differenti modi (raccordi a brasare, a compressione, press-fitting e a innesto).

Nei pannelli radianti, quali sono i vantaggi del tubo di rame, rispetto ai tubi in materiale plastico?

I vantaggi sono sia tecnici che economici. La massima efficienza per diffondere il calore si raggiunge utilizzando il materiale con la migliore conduttività termica: il rame ha una conducibilità termica circa 1000 volte superiore a quella del polietilene. 
Quindi i serpentini, a parità di calore da fornire, hanno una lunghezza ridotta, passi più ampi e un percorso con meno curve: meno metri di tubo significano anche meno perdite di carico e quindi minori consumi di energia per le pompe di circolazione. 
Inoltre il rame ha una dilatazione termica ridotta rispetto alle plastiche, non è permeabile ai gas, resiste alle alte temperature, non ha effetto memoria (non ha bisogno dei "pavimenti a funghetti"!) ed è compatibile con i normali intonaci e malte cementizie, senza bisogno di additivi specifici.

Quali gas medicali possono essere convogliati nel tubo di rame?

La norma UNI EN ISO 7396-1 si applica solo a ossigeno, protossido d’azoto, aria respirabile, anidride carbonica, miscela ossigeno/protossido d’azoto, aria per alimentare strumenti chirurgici, azoto per alimentare strumenti chirurgici, aria arricchita di ossigeno. 

Quali energie rinnovabili impiegano il rame?

Il rame viene impiegato nelle tubazioni per il solare termico, nei cavi per i fotovoltaico, nei generatori elettrici che sfruttano l’energia idraulica, del vento, delle maree, nei trasformatori, nella geotremia L’utilizzo di queste forme di energia evita l’emissione di inquinanti e di CO2, riduce lo sfruttamento delle risorse naturali e diminuisce la dipendenza energetica dall’estero.

Posso usare il tubo ITS per il condizionamento?

No. Il tubo per l’idrosanitaria e il gas è definito dalla UNI EN 1057, mentre quello per l’allacciamento degli apparecchi per refrigerazione e condizionamento dalla EN 12735-1.
Oltre al fatto che quasi mai le caratteristiche dimensionali (spessore, diametro e tolleranze) coincidono, la norma sul condizionamento impone che il tubo venga tappato alle estremità; di ciò non c’è traccia nella UNI EN 1057; inoltre sono richiesti test differenti per verificare la conformità meccanica e chimica del tubo.

Differente è anche la pulizia interna richiesta dalle norme: la UNI EN 1057 impone che il tubo abbia un residuo carbonioso inferiore ai 0,20 mg/dm2, mentre la EN 12735-1 si preoccupa di generici residui (per es. polveri) che non devono superare i 38 mg/m2. In altre parole: nell’idrotermosanitaria bisogna controllare il livello dei residui carboniosi, mentre nei tubi per condizionamento il contenuto di polveri potrebbe provocare danni come il grippaggio dei compressori o l’otturazione delle valvole di laminazione.

Posso usare il tubo per l'acqua potabile?

Sì, e da più di 40 anni. Infatti il Decreto 1095, che permette l’utilizzo del tubo di rame per l’acqua potabile, risale al 1968.
In tempi più vicini a noi è stato pubblicato DM 174 del 2004, sui materiali che possono entrare a contatto con l’acqua adibita al consumo umano (e quindi anche l’acqua potabile): il rame Cu-DHP, cioè quello dei tubi a norma UNI EN 1057, è stato confermato per questo utilizzo.

L'ossido protettivo interno al tubo di rame si danneggia se eseguo una brasatura?

No. In commercio vi sono tubi che hanno sulla superficie interna uno strato di ossido, ottenuto già a livello di produzione industriale, per eliminare i residui carboniosi e limitare l'iniziale rilascio di ioni rame. Questo è un ossido molto resistente la cui formazione è stimolata dal calore: possiamo quindi affermare che il calore dovuto ad una brasatura non distrugge questa pellicola, ma anzi, la creerebbe se non ci fosse!

In quali casi il tubo del gas va rivestito o messo dentro una guaina?

In alcuni casi la UNI 7129 impone una guaina o una protezione per il tubo.
Per evitare urti e danneggiamenti, le tubazioni sui muri esterni devono essere protette con una guaina d’acciaio spessa 2 mm (o una protezione equivalente), fino a 1,5 m di altezza.
Viene specificato che “nell’attraversamento di muri perimetrali esterni, mattoni pieni, mattoni forati e pannelli prefabbricati il tubo […] deve essere protetto con tubo guaina passante impermeabile ai gas ” (punto 4.4.1.5).
E’ obbligatoria una guaina anche nel caso in cui si attraversino muri solai (p. 4.4.1.8). 

I tubi di rame interrati “devono essere conformi alla UNI 10823, cioè dotati avere un rivestimento protettivo” (p. 4.5.1.3.6) ed va prevista, come per tutti gli altri materiali, “ad almeno 300 mm sopra la tubazione, la posa di un nastro di avvertimento di colore giallo-segnale (RAL 1003)” (p. 4.5.1.3.1).
Per le tubazioni che passano attraverso locali classificati con pericolo d’incendio, allora è necessario adottare una protezione con materiali aventi classe A1 di reazione al fuoco, come un tubo guiaina passante di metallo (p. 4.4.1.4).

Il verderame che si forma all'interno delle tubazioni per l'acqua potabile è dannoso per la salute?

No. Innanzitutto bisogna chiarire che quello che si forma nelle tubazioni NON è verderame: l'equivoco nasce dal fatto che numerosi sali di rame hanno una colorazione verde o verde-azzurra.
Il verderame, che si usa in agricoltura, è oltretutto solubile in acqua quindi non potrebbe restare sulle pareti interne del tubo.
Qui si forma un sale di stechiometria non definita composto da numerosi anioni, che è protettivo, resistente e non dannoso per la salute umana.

Il tubo di rame è "batteriostatico": cosa vuol dire?

Vuol dire che inibisce la proliferazione di batteri nocivi sulla sua superficie. Grazie a questa proprietà (unica nel campo dei materiali usati nell'impiantistica) il tubo di rame contribuisce a mantenere salubre l'acqua potabile.
Questo è confermato dai test effettuati in tutto il mondo: il rame è il materiale di gran lunga più efficace contro la Legionella Pneumophila ed altri batteri come l'Escherichia Coli, lo Staphylococcus Aureus e lo Streptococcus Faecalis.

Ho sentito dire che dall'anno prossimo il tubo di rame sarà vietato, in Germania o Danimarca, non ricordo bene...

Non è vero. Queste sono voci false, che non hanno alcun fondamento. Il tubo di rame è probabilmente quello più usato, conosciuto ed apprezzato. Inoltre, è il più igienico per la sua capacità di combattere la proliferazione dei batteri e per la sua salubrità. 
Anzi, se ci segnalate chi mette in giro queste voci...

Dov'è il rame negli impianti solari?

I collettori solari più efficienti hanno al loro interno una lastra di rame accoppiata ad una serie di tubi, sempre in rame, nei quali scorre il fluido termovettore. Il tubo di rame anche serve per il collegamento tra collettore e boiler di accumulo, dentro cui ci sono le serpentine di scambio termico, sempre in rame.
 
La scelta di questo metallo non è dovuta solo alla sua conduttività termica, ma anche alla resistenza alle alte temperature, alla compatibilità chimica coi fluidi termovettori e alla possiblità di trattamenti superficiali per l’annerimento delle piastre.

Come devo realizzare le giunzioni dei gas medicali?

La norma UNI EN ISO 7396-1 impone che “tranne le giunzioni meccaniche usate per certi componenti, tutte le reti di distribuzione devono essere saldate o brasate” (punto 11.3.1).
Inoltre specifica che il metallo di apporto non debba contenere più del 0,025% in peso di cadmio e che le caratteristiche meccaniche delle giunzioni debbano rimanere inalterate a 600°C: bisogna quindi usare la brasatura forte con leghe senza cadmio e che fondano a temperature maggiori di 600°C, operando con gas inerti internamente alla tubazione. 

Che differenza c'è tra UNI TS 11147 e UNI 7129?

Semplificando al massimo, le due norme (pubblicate nel 2008 a pochi mesi di distanza l’una dall’altra) si differenziano da questo: la UNI 7129 è più “generale” e riguarda tutto l’impianto, mentre la UNI TS 11147 integra la precedente fornendo indicazioni per l’installazione di impianti con raccordi a pressare.